Quando l'affumicatura, la tecnica più antica del mondo, diventa protagonista della mixology

Spopola una nuova tendenza: trattare i cocktail con processi di invecchiamento basate sull'affumicatura.

Mattia Pastori e il suo flirt in Miami, cocktail affumicato

Avreste mai immaginato, un giorno, di poter bere un cocktail “affumicato”?

Oggi è possibile grazie alla nuova moda che sta spopolando tra i bartenders di tutto il mondo: creare cocktail affumicati.

Per raccontarvi di questa nuova moda, però, dobbiamo fare un salto nel passato.

 

La storia dell'affumicatura

 

In principio fu l’uomo della pietra. Si, perché a inventare l’affumicatura furono, con molta probabilità, proprio gli uomini delle caverne che, spinti dalla necessità di preservare le carni degli animali che cacciavano, crearono una tecnica di conservazione e, allo stesso tempo, di aromatizzazione, del tutto naturale.

Il procedimento consisteva (e ancora consiste) nel generare fumo attraverso la combustione di legno o di altre sostanze di origine vegetale (piante essiccate, spezie, thè, tabacco).

Sebbene oggi l’affumicatura non sia più utilizzata per la conservazione, è rimasta salda la tradizione di utilizzarla come metodo per aromatizzare i cibi ma, ancora di più, i cocktail.

 

La tecnica per preparare cocktail affumicati

 

Per non essendo una novità nel mondo della mixology, la tecnica dell’affumicatura sta conquistando sempre più terreno diventando un vero e proprio trend.

L’affumicatura può essere sia a freddo che a caldo: la prima viene effettuata a temperature che vanno dai 20°C ai 45°C; la seconda, invece, viene effettuata ad una temperatura che va dai 50°C ai 90°C.

I metodi per creare questi cocktail “fumanti” sono vari.

Si va dall’utilizzo di distillati già affumicati all’utilizzo di fumo liquido ma, probabilmente, il metodo preferito dai maestri della mixology è l’utilizzo della “coreografica” smoking-gun.

 

I cocktail affumicati del Royal Hotel di New York

 

E parlando di cocktail affumicati si possono non citare le sorprendenti creazioni di Joshua Brandenburg e Albie Pero, i “master mixlogists” del Royalton Hotel di New York che hanno creato per il famoso hotel un esclusivo abbinamento che lega il cocktail allo scoppiettio del caminetto.

Secondo i due, infatti, il profumo e la memoria sono elementi indissolubilmente legati, proprio per questo hanno pensato di utilizzare il fumo “in maniera diversa da come è stato sempre fatto” così da aggiungere una componente emotiva ai loro innovativi cocktails.

Tra i capolavori creati da questi “wood sommelier” ci sono l’Hickory Old Fashioned e il The Last Tree.

Non vi resta che andare al Royalton Hotel e lasciarvi conquistare da questi capolavori fumanti.

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