DISTILLATI PREGIATI PER COCKTAIL PREGIATI

I prodotti ultra premium stanno tornando in auge, grazie anche alla spinta dei bartender più illuminati che puntano su marchi di alta qualità

Distillati pregiati la mixology riscopre i cocktail di lusso

C'era una volta il distillato da meditazione, in particolare cognac o whisky, apprezzato da una nicchia di consumatori-intenditori.

Oggi, questo fenomeno esiste ancora (anzi si è rilanciato), ma la rinascita dei distillati di fascia alta ha trovato nella mixability un 'motore' importante.

Tanto più che negli ultimi anni sono apparsi sulla scena internazionale brand ultra premium in segmenti non tradizionalmente vocati per questo tipo di prodotti, basti pensare alla vodka con i marchi Grey Goose, Belvedere e Kauffman oppure alla tequila con Patrón, distillato ricercato e 'artigianale', perfetto ingrediente di luxury drink.

 

Drink di lusso alla ribalta

 

Se fino agli anni Novanta del secolo scorso era impensabile utilizzare i distillati di pregio nel bere miscelato, a parte qualche bartender coraggioso che già lo faceva, da un decennio a questa parte il trend è proprio questo, confermato anche dalle aziende del settore.

«Il nostro portfolio di vodke premium e super premium, composto da Russian Standard, Vodka Imperia e Kauffman, ci sta regalando grandi soddisfazioni, sia per quanto riguarda il segmento dei cocktail bar sia per il mondo dei disco club d'eccellenza» spiega Nicoletta Cane, Trade marketing manager e brand manager Russian Standard Vodka di F.lli Gancia

Cocktail, quindi, realizzati con ingredienti di alta qualità, proposti ai clienti a prezzi più elevati (ovviamente), ma che hanno trovato un immediato spazio nelle preferenze dei consumatori.

Un fenomeno che si sta diffondendo sempre di più grazie al contributo della nouvelle vague del bartending internazionale, che ha trasformato la mixability in una vera e propria arte, dove hanno spazio, accanto a infusioni, erbe, spezie e home made, distillati e liquori d'eccellenza.

Come abbiamo sottolineato in apertura, negli ultimi anni si è registrato anche un ritorno al rito della meditazione, ovvero la degustazione di distillati pregiati per coglierne in profondità le caratteristiche organolettiche.

Anche in questo ambito hanno un ruolo fondamentale i bartender, che, come i sommelier per il vino, guidano il consumatore in un'esperienza unica.

«Il bartender assume un ruolo fondamentale nell'esperienzialità della degustazione – conferma Gianmarco Ferraro, Luxury Trade Marketing Specialist di Pernod Ricard Italia –. La location e l'esperienza che l'accompagna possono avere un peso enorme per quello che poi sarà consumato».

 

 

Il rinascimento del gin

 

Da distillato emarginato, degradato quasi a 'prodotto di serie b', a protagonista assoluto della mixability.

La riscoperta dei cocktail in voga negli Usa all'epoca del proibizionismo, con la parallela diffusione degli speak easy, piccoli locali per gli amanti del bere di qualità, ha determinato la rinascita del gin, le cui vendite stanno crescendo sia a volume che a valore in Italia e all'estero.

Sintomatico è il dato che arriva dalla Gran Bretagna, patria del gin: secondo i dati rilasciati dalla WSTA (Wine and Spirit Trade Association) nel Regno Unito durante il 2016 sono stati movimentati 283.000 ettolitri di gin, equivalente a circa 40 milioni di bottiglie per un totale di 1,12 miliardi di gin tonic consumati durante l’anno.

Nel canale Horeca (in Uk) le vendite di gin sono aumentate del 19% rispetto al 2015, per un valore complessivo di 619 milioni di sterline.

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