IL PUNCH: L’ORIGINE DELL’ODIERNA CULTURA DEI COCKTAIL

Mixart va alla scoperta della storia del punch, cocktail alcolico che riscalda l’umore durante le festività natalizie

IL PUNCH: L’ORIGINE DELL’ODIERNA CULTURA DEI COCKTAIL

Nel mondo anglosassone non è Natale se non si festeggia insieme agli amici e alla famiglia in compagnia di una ciotola di punch. Infatti, ogni famiglia inglese che si rispetti può vantare la ricetta perfetta del punch natalizio, ragione per cui ne esistono migliaia di varianti. Diversamente dai classici cocktail after dinner, questa bevanda alcolica viene servita in appositi bicchieri che si riempiono da una grande ciotola di vetro, con tanto di apposito mestolo. Antenato dei nostri aperitivi, il punch può essere l’alleato perfetto per accogliere gli ospiti a Natale perché è in grado di creare fin da subito un’atmosfera di festa.

Si tratta di una bevanda alcolica dalla gradazione moderata che si contraddistingue per l’intenso profumo di arancia e al palato risulta dolce e fruttata. Tradizionalmente andrebbe servita calda anche se sta prendendo sempre più piede il consumo con aggiunta di ghiaccio. Preparare il punch è molto semplice. Basta mettere in un recipiente un litro di acqua tiepida, aggiungere 700 gr. di zucchero di canna, 33 ml di succo di frutta (ad esempio arancia, ananas o mirtillo rosso). Per ottenere una maggiore ricchezza di profumi e sapori è importante lasciar riposare la preparazione una notte intera in frigorifero. Il giorno dopo aggiungere pezzi di frutta fresca e, per rimanere in tema natalizio, una stecca di cannella.

Ma qual è la sua storia? Leggenda vuole che il punch sia nato nel XVII secolo sulle navi britanniche della Compagnia delle Indie Orientali. Alcuni raccontano che si trattasse di una bevanda tradizionale indiana che, in seguito, gli inglesi hanno fatto propria; teoria più accreditata e realistica è quella che affida l’invenzione di questo drink a qualche anonimo funzionario della compagnia mercantile. La parola punch, infatti, che compare per la prima volta nel 1632 in una lettera scritta da un soldato della Compagnia ad un operatore commerciale, sembrerebbe derivare dal lontano Oriente e precisamente dalla parola “panch” che, in lingua antica indiana, vorrebbe dire cinque, come il numero degli ingredienti base che compongono questa bevanda: acqua, acquavite, agrumi, zucchero e spezie. Tuttavia, la riscossa e la fama del punch arrivano solo con l’aumento del consumo di rum tra le classi più abbienti. Con l’aggiunta di questo ingrediente il punch diventava così un lusso. Inoltre, all’epoca in Gran Bretagna non era nemmeno facile reperire agrumi e spezie, ingredienti rari e costosi. Poco a poco, gli inglesi cominciarono ad impreziosire anche il recipiente in cui il punch veniva servito e, proprio per questo, esso venne sempre di più associato all’atmosfera gioiosa e sfarzosa del Natale.

Nel 1862 Jeremiah P. Thomas scrive “How to mix drinks or the Bon Vivant’s Companion”, il primo libro di ricette di cocktail e di homemade. E’l’origine della miscelazione. Infatti, in poco tempo America ed Europa si lasceranno sedurre da nuovi drink freschi, colorati, profumati e serviti in mille varianti di bicchieri diversi a seconda dei luoghi, delle stagioni, dell’occasione e del momento della giornata: i cocktail.

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