Viaggio nella storia del Mojito

Il mojito, da Cuba all’Europa, è uno dei cocktail più apprezzati, Sanpellegrino fa la sua variante con Mojito Chinò

Viaggio nella storia del Mojito

Estivo e rinfrescante, dal profumo di menta e lime, ricorda le spiagge bianche e l’acqua cristallina di Cuba, cocktail preferito da Hemingway… avete bisogno ancora di qualche indizio? Naturalmente parliamo di Mojito uno dei cocktail più apprezzati durante la stagione estiva.

L’inventore del Mojito sembra essere Sir Francis Drake, il famigerato corsaro di sua maestà la regina Elisabetta I, uno dei primi uomini a compiere la circumnavigazione del globo. Quella versione era preparata con aguardiente rum non invecchiato) di bassa qualità, lime, acqua, zucchero raffinato bianco di canna e hierba buena, un tipo di menta meno amara di quella attualmente usata.

Da cosa deriva il termine Mojito?

Ci sono diverse teorie sull’etimologia della parola Mojito; secondo alcuni deriva da mojo, un condimento tipico della cucina cubana a base di aglio e agrumi, usato per marinare, secondo altri deriva dalla parola spagnola mojadito, che significa umido. Un'ultima ipotesi, fa risalire l'etimologia al termine vudù mojo che significa incantesimo.

La versione più moderna del Mojito probabilmente è stata elaborata dai barman Attilio De La Fuente o Angel Martinez della Bodeguita del Medio, un tipico bar ristorante de L’Avana, frequentato da noti personaggi, come Hemingway, il quale su una parete del locale scrisse la frase "My mojito in La Bodeguita, My daiquiri in El Floridita" che rese celebri i due cocktail cubani.

Come preparare un Mojito?

Sul fondo del bicchiere si pongono lime e zucchero, si pestano, poi si aggiungono le foglie di menta che vanno accarezzate delicatamente con il pestino affinché esprimano il proprio aroma, successivamente si unisce il ghiaccio e la soda e per finire si decora con un rametto di menta, importante non solo ai fini estetici, ma soprattutto perché nel degustare il cocktail entra in gioco uno dei sensi più importanti: l’olfatto.

Proprio per il suo viaggio da Cuba all’Europa, come una storia che viene tramandata, arricchita e cambiata, il mojito, ha diverse modalità di preparazione, c’è chi lo prepara sia con rum bianco che scuro, per una versione più strong, c’è chi usa il succo di lime invece di pestarlo, per avere un risultato meno amaro. Noi invece abbiamo rivisitato il mojito creando il Mojito Chinò, in cui il Chinò crea un equilibrio perfetto con la menta e dove il ghiaccio utilizzato è il crushed, ideale per i pestati. Il gusto è differente dal solito mojito perché crea dei contrasti interessanti di dolcezza, freschezza e amarezza che stando insieme si annullano e si trasformano in alchimia perfetta. Spesso le cose da sole hanno un valore, ma insieme ad altre il loro valore si moltiplica, il cocktail è così, come una ricetta, che a volte è troppo dolce o salata, ha bisogno di trovare i giusti alleati per esprimersi al meglio.

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