STORIA DEL B-52, DALL’AMERICA CON…FURORE

Nato in America verso la fine degli anni ’70, il B52 è un drink dall’effetto scenico assicurato

Storia del B52

Il B-52 è un classico esempio di cocktail a strato. Nato negli Stati Uniti verso la fine degli anni ’70, si prepara con Kahlua (un liquore al caffè) e Grand Marnier separati tra loro nel bicchiere da una parte di crema di whiskey. Il B-52 si presenta come un drink molto originale in cui gli ingredienti, data la sostanziale differenza di densità, tendono a non mischiarsi tra loro. Cocktail di questo genere, con suddivisione orizzontale, vengono definiti layer e la loro preparazione viene fatta con la tecnica della costruzione, opposta a quella dello shakerare o del mescolare.

Questo particolare drink deve il suo nome al famoso bombardiere americano B52 Stratofortress, gigantesco velivolo usato nella guerra del Vietnam per sganciare bombe incendiarie, a dimostrazione di quanto il gusto e l’effetto scenico di questo drink possano essere esplosivi. Come per molti altri cocktail emblema della miscelazione, anche la paternità del B-52 è contesa. Alcuni la attribuiscono al canadese Peter Fich del Banff Spring Hotel, amante dell’omonima rock-band, che dopo aver fatto assaggiare il drink ad un suo cliente decise di inserirlo nella drinklist dei locali di sua proprietà. Altri, invece, ritengono che il Kek Steakhouse di Calgary sia stato il primo locale in cui si poteva trovare il B-52, portato in eredità dall’amante della miscelazione Adam Honigman, barman del Maxwell Plum Bar di New York City. Altra leggenda racconta che sia il ristorante Alice’s di Malibù la patria del celebre cocktail.

Ad oggi, esistono numerose modalità di servizio e innumerevoli varianti del B-52. Generalmente viene servito in una coppetta Martini, anche se a volte lo si può trovare anche come shot. Per ottenere un effetto ancora più coreografico, è consigliabile berlo infiammato. Ma come fare? Basta dare fuoco al Grand Marnier con un accendino ed in pochi secondi il gioco è fatto. Altro trucco è quello di riscaldare preventivamente il Grand Marnier, oppure di versarne un po' in un cucchiaio, accenderlo e poi versarlo con delicatezza nel bicchiere. Una volta acceso va bevuto tutto d'un fiato: in questo modo le fiamme non passeranno mai negli strati inferiori in quanto, esaurita la parte superficiale di alcol, esse si spegneranno da sole e gli strati di liquore, sottostanti al Grand Marnier, rimarranno sempre freddi.

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