IL FINOCCHIO, PROTAGONISTA NEL MONDO DEI DIGESTIVI

Dal finocchietto selvatico si ricava un antico liquore, di cui esistono due versioni: una che prevede l’utilizzo dei fiori, l’altra dei semi

Il finocchietto protagonista dei digestivi

Considerato fin dall’antichità un’erba magica, il finocchietto o finocchio selvatico è una pianta erbacea che nasce spontaneamente soprattutto nelle zone alte dell’isola dei Faraglioni, in Calabria e in Sicilia. Etimologicamente il suo nome deriva da “foenum”, proprio perché il suo gusto aromatico e le sue foglie sottili ricordano il fieno. Di finocchietto, inoltre, ne esistono due tipologie: una prevede esclusivamente l’utilizzo dei fiori, mentre l’altra dei semi, che vengono raccolti specialmente tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Le proprietà del finocchietto selvatico sono numerose e vengono tramandate nel corso dei secoli, tra queste le più conosciute: stimolanti, antispasmodiche, digestive e antisettiche.

Inoltre, tra le principali caratteristiche, vi è quella di essere una pianta aromatica officinale indispensabile nella cucina mediterranea per aromatizzare insaccati, pietanze e come ingrediente per infusi e decotti. Spesso usato in erboristeria e aromaterapia, i suoi olii essenziali sono molto importanti in fitoterapia, ma è soprattutto noto per la preparazione di distillati e liquori.

Per quanto riguarda questi ultimi, ne esistono due diverse versioni, dal gusto fresco e avvolgente, che aiutano la digestione: in una si utilizzano i fiori, mentre nell’altra i semi. Se si predilige la prima ricetta, bisogna mettere i fiori in infusione nell’alcool, per riuscire ad estrarre la loro essenza e successivamente l’infuso derivato da questa lavorazione viene filtrato, amalgamato con una soluzione zuccherina e per fatto riposare. Per la seconda versione viene fatta una macerazione dei semi in una soluzione idroalcolica e poi viene messo il tutto in un barattolo molto capiente che va lasciato in infusione dai 14 ai 30 giorni.

Il colore naturale del liquore ottenuto è generalmente di due tipi: giallo con dei riflessi verdi oppure verde paglierino.

Tra i cocktail da realizzare con il finocchietto ricordiamo il drink firmato dal bartender pugliese Giacomo Fiume realizzato in occasione della passato World Happiness Day. Dal gusto fresco e graffiante, è un drink dissetante e aromatico che, grazie al connubio tra l’intramontabile sapore piacevolmente amaro del Sanbittèr Rosso e le note rinfrescanti del liquore al finocchietto, regala un’esplosione di felicità a chi lo sorseggia. I suoi ingredienti semplici e ben mixati lo rendono un cocktail profumato e corposo, ideale da gustare dopo cena. Preparare Wild Happiness è semplicissimo. Basta versare il Sanbittèr Rosso e il liquore al finocchietto in un mixing glass, aggiungere due gocce di amaro al finocchietto e due di amaro al sedano, rigorosamente preparati home made. Colmare il mixing glass con ghiaccio e mescolare. A seguire, versare tutto in una coppetta, già raffreddata precedentemente, e colmare con il Sanbittèr Rosso rimanente. Come guarnizione decorare la base del bicchiere con un raffinato fiocchetto verde di raso accompagnato un rametto di profumato finocchietto selvatico. Inoltre, per chi volesse dare un ulteriore tocco creativo, sostituire il ghiaccio tritato con un grosso cubo di ghiaccio quadrato

Benvenuti

Devi essere maggiorenne per accedere al sito.
Hai 18 anni?