Nio Cocktail: la start up del bere social

Un bicchiere pieno di ghiaccio, una busta di preparato e il cocktail è fatto. Con Nio cimentarsi mixologist non è mai stato così semplice

Nio Cocktail

Giovani, italiani, visionari. Hanno abbandonato due lavori “sicuri” per intraprendere un sogno e dedicarsi ad un settore, quello della mixology, che prima conoscevano solo da consumatori. Stiamo parlando di Luca Quagliano e Alessandro Palmarin, i fondatori di Nio (Needs Ice Only), una start up che si propone di cambiare le abitudini di consumo degli alcolici rendendo più accessibili cocktail già mixati che possano essere bevuti in ogni luogo e in ogni occasione. Prepararsi da soli un drink spesso risulta complesso e costoso, ragione per cui, fino ad oggi, si era soliti gustarsi un Negroni o un Margarita nei cocktail bar o in locali dove ci sono esperti bartender.

L’idea di Nio è quella di portare l’arte di un mixologist e i migliori spirits direttamente nella mani del consumatore finale al fine allargare i momenti di consumo dei cocktail. Con NIO non serve molto, basta avere un bicchiere pieno di ghiaccio, agitare la busta contenente il preparato, grande come un cd, e versare il contenuto nel bicchiere. Tre semplici passaggi e, voilà, il cocktail pronto per essere sorseggiato. Un’idea originale che si pone l’obiettivo di diventare una soluzione non solo per il consumatore finale ma anche per tutti gli operatori professionali che vogliono offrire cocktail originali e di qualità ai propri ospiti e clienti, superando le classiche difficoltà legate a costi e inefficienze tipiche dell’allestimento di una postazione bar.

L’idea è venuta proprio a Luca Quagliano che, stanco di lavorare nel settore commerciale di alcune multinazionali, ha deciso di intraprendere un nuovo viaggio e creare qualcosa di suo. “ Dopo la nascita delle mie figlie – commenta Quagliano durante un’intervista a Gambero Rosso – la vita è necessariamente cambiata, le uscite si sono fatte sempre più sporadiche a vantaggio di molte cene a casa con gli amici, il cui epilogo all’italiana è rappresentato da amari e limoncello. Limitante no? Mi sono chiesto perché in un epoca in cui in casa si può fare tutto, non si possa bere un buon cocktail.” Da qui l’idea di portare l’arte di un bartender esperto e i migliori spirtis nella mani di un consumatore finale, il quale deve semplicemente avere a portata di mano del ghiaccio.

 Una volta ottenuta la licenza, Luca e Alessandro hanno cominciato a dare vita al loro sogno grazie anche a Massimo Palmieri, fondatore di un’agenzia di marketing, che entrato con una piccola quota in società ha creato nome e logo. Per realizzare i preparati dei cocktail, invece, si sono rivolti a Patrick Pistolesi. Dal Milano-Torino al Whiskey Sour, gli acquirenti possono acquistare un cofanetto pronto da essere gustato che può essere anche personalizzato. La confezione, da ultimo, si compone di due elementi: la parte in cartoncino nella quale è spiegato come realizzare il cocktail (e che può essere personalizzata) e la bustina di plastica alimentare che al suo interno ha un apposito filtro per le materie alcoliche e che permette di mantenere il prodotto inalterato nel tempo.

 

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